Chi è un po’ avvezzo al mondo della tecnologia sa bene che spesso le “epoche tecnologiche” vengono definite con il nome delle stagioni e in molti, soprattutto nel dibattito anglosassone stanno iniziando a parlare di un “declino” dei social, quindi un “inverno”. Ma è veramente così?
Al netto dei titoli sensazionalistici e dei dati allarmanti sui licenziamenti possiamo dire sì e no.
Osservando quanto accade possiamo vedere che è in atto una vera e propria rivoluzione in questo ecosistema, ma cerchiamo di fare un po’ di chiarezza: sicuramente l’avvento di TikTok ha cambiato la modalità di fruizione, per citare le parole della testata Social Media Today, ha fatto sì che ora le piattaforme siano “più Media che Social”.
E così, anche Meta che sta vedendo ogni giorno di più il declino di Facebook, punta tutto su Instagram (e sul Metaverso anche se non sembra ad oggi un ottimo investimento, ma forse abbiamo solo bisogno di più tempo), tanto che sul New Yorker è uscito un editoriale dal titolo che potremmo tradurre come “Noi di Instagram vogliamo che sappiate che se non usate i reels faremo del male a voi e alla vostra famiglia”.
Un titolo decisamente forte, ma che costituisce un vero dato di fatto: la piattaforma ci sta spingendo in tutti i modi a realizzare dei reel. Lo stesso algoritmo è cambiato: prima ci mostrava le persone più vicine a noi, i nostri “amici”, ora tenta di copiare TikTok proponendoci contenuti potenzialmente interessanti. Ma in questo c’è da dire che purtroppo per Meta il suo algoritmo non ha le doti predittive di quello della piattaforma cinese e i risultati sono davvero più bassi.
Questo fa si che anche gli investitori si stiano spostando. Secondo le ultime stime gli investimenti in Adv sui mezzi di Meta avrebbero avuto una brusca frenata e tante piccole aziende hanno preferito investire le loro non enormi risorse su una piattaforma che poteva garantirgli maggiore conversione, per via di una presenza più massiccia di pubblico, guarda caso parliamo sempre di TikTok.
Quanto a Twitter il discorso è differente: il social del cinguettio non è mai stato davvero performante in termini di mero business, da qui la necessità di Elon Musk di cambiare tutto. Senza scendere nel merito delle policy aziendali del magnate di Tesla e Space X e nel modello di business in cui i lavoratori debbano essere “devoti” all’azienda, stiamo già individuando la linea del cambiamento.
Per quanto possa sembrare improbabile che la questione delle “spunte dei profili” prima a pagamento, poi noi, poi di nuovo si, poi differenziate per tipologia di account, poi ancora per colore possa essere dirimente, sicuramente ci da un’indicazione dello stravolgimento totale che Musk vuole per l’app.
In alcune slides del suo Keynote interno alla società Musk ha mostrato delle novità come ad esempio migliorare l’esperienza dell’advertising (decisamente deboluccia e poco performante ai tempi della passata gestione) offrendo agli investitori nuove possibilità sia a livello creativo, che di profilazione.
Altro punto è quello dei “tweet”, sembrerebbe che da “microblogging” si possa passare ad un “mini blogging” quindi con la possibilità di realizzare quelli che lui stesso ha definito “longform”, fino ad oggi impensabili su Twitter. Questo però non basta per convincere i “big investors”, infatti un gigante come Apple ha deciso di non investire più in adv su Twitter, così come molte altre aziende, ma c’è di più: se dovesse cambiare qualcosa nella struttura dell’app che non garantisse la sicurezza degli utenti è già stato previsto il ban da Apple Store e Play store. Come ha risposto Musk? Sticavoli. Mi faccio il mio smartphone con il mio sistema operativo che fa scaricare la mia app. Insomma, una dichiarazione non inusuale per Elon, che però ci fornisce un’ulteriore indicazione sulla via che intende procedere: vuole realizzare la super App. Ma ne siamo pronti?
Per concludere non mi sento di dire che “siamo nell’inverno dei Social Media”, ma che è solo in atto un radicale cambiamento, che come tale genera incertezze e spaesamento da parte degli utenti, ma tranquilli, potremo “scrollare” i nostri social ancora per molti molti anni.


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